ACROPORA   SPECIES 

 

 

 

Le colonie di Acropora, i cui scheletri sono assai noti come materiale decorativo, da un paio d'anni vengono allevate da alcuni acquariofili con sorprendenti risultati. Così Dieter Stùber riesce da circa 6 anni a far proliferare abbondantemente nel suo acquario Acropora humilis presentata nella foto. Da una colonia, in origine alta circa 6 cm, egli "tira su" delle Acropora con rami fino a una lunghezza di 20 cm o più. La colonia madre alla base è già spessa 5 cm. Ogni ramo spezzato sviluppa nuove colonie con una crescita media di 10-15 cm all'anno. Non di rado dalle estremità dei rami "gocciola" del tessuto di polipi sul substrato calcareo di decorazione. Anche qui si sviluppano nuove minicolonie. Alcionacei e Zoantiniari vengono "sopraffatti" da questa specie di rapida crescita e vanno quindi allontanati. Anche le incrostanti Montipora ed Echinopora, appartenenti alle Sclerattinie, vengono danneggiate dalle Acropora. Invece, la splendida Selerattinia in questione viene a sua volta danneggiata dalla sostanza urticante degli Actinodiscidi del genere Actinodiscus. Per ottenere questi risultati sono indispensabili un'acqua marina trattata con un ottimo schiumatoio, un'aggiunta regolare di acqua calcarea nonché luce HQI. Un filtro percolatore che era stato aggiunto si è dovuto invece staccare, poiché determinava un indesiderato aumento di nitrati.
Le Acropora necessitano di pochissimo cibo anche in acquario. Due volte alla settimana si somministrino surrogato di plancton surgelato o liofilizzato nonché del mangime in scaglie finemente sminuzzato. In questo modo il corallo assume le sue energie vitali principalmente da sostanze organiche disciolte nell'acqua come pure tramite la simbiosi con le Zooxantelle.
È importante che il contenuto di nitrati non superi 1 mgll, risultato che si ottiene mediante la denitrificazione biologica e la presenza di una buona quantità di altri Antozoi con alghe simbionti. L'Acropora, che ormai prospera bene anche in altri acquari, sembra non essere assolutamente sensibile verso invertebrati "mobili" e piccoli pesci allevati insieme ad essa. Né Zebrasoma ·flavescens nè diversi piccoli paguri e Hippolysmata grabhami arrecano fastidio alle colonie.
Come abituati dal loro biotopo naturale, cioè la zona di barriera superiore e media, i coralli del genere Acropora richiedono un intenso movimento dell'acqua. I rami, in linea di massima, si sviluppano in direzione della corrente principale e bloccano la loro crescita soltanto se si avvicinano ad altri Antozoi più urticanti. Anche per questo corallo è naturalmente importante che in acquario non prolifichino alghe filamentose.