ACTINODISCUS  COERULEUS

 

 

 

Questi Actinodiscus di un blu luminoso vengono importati con più regolarità appena dal 1980. Normalmente gli esportatori li definiscono "mushrooms metalic blue" ("funghi blu metallo").
La maggior parte proviene dalle isole dell'Indonesia. I pescatori indigeni custodiscono i punti di ritrovamento di questi splendidi organismi come la pupilla dei loro occhi, dato che con questa specie guadagnano di più che con gli Actinodiscus comuni. Così solo dopo aver visitato più volte i pescatori e ottenuto gradualmente la loro fiducia, si riesce ad osservare il loro habitat naturale.
Questi Actinodiscus e specie di colori simili occupano nella barriera i punti più profondi. Spesso si deve scendere fino a 20 m e più, prima di avvistare i luminosi dischi blu. Quindi dovrebbero trovarsi principalmente nella "zona verde" tra 20 e 40 m circa. Nell'acqua più bassa gli animali vivono quasi solo sotto tettoie ben ombreggiate e sono assai più rari.
Gli Actinodiscus blu non sopportano mai la luce diretta di tipo HQI; si ritraggono e solo dopo settimane si abituano alla luce intensa. In acquario le colonie vanno quindi sistemate sempre sul materiale di fondo e possibilmente leggermente ombreggiate oppure di sbieco rispetto all'incidenza principale della luce. Come le "rosse", anche le specie blu si sviluppano molto bene se le lampade HQI funzionano solo per 4-6 ore e vengono impiegate per il resto 2 tubi fluorescenti blu, in modo da ottenere un'illuminazione di 12 ore. Gli Actinodiscus blu sono facili da allevare sotto 4-6 tubi fluorescenti, tra cui 1-2 blu.
La seconda foto non mostra affatto un'altra specie blu, bensì una colonia tenuta sotto lampade a vapori di mercurio. Se proprio si ritiene necessario il loro impiego, le lampade HQL e HQR andrebbero utilizzate soltanto insieme a tubi fluorescenti blu. Esse offrono troppa luce nello spettro rosso, arancio e giallo. È vero che questa luce favorisce la crescita di alghe rosse con talli a forma di foglie, però spesso fa "fiorire" anche le spiacevoli alghe patinose rosse (alghe batteriche).
Pure gli Actinodiscus blu si riproducono molto bene sotto luce favorevole, generalmente mediante lacerazione. Così è stato possibile distribuire questi invertebrati, importati in quantità non proprio grandi, a molti acquariofili scambiandoli con altri organismi, un segno secondo me soddisfacente di rapporti amichevoli tra gli appassionati della fauna marina.
Per quanto riguarda la riproduzione degli Actinodiscus blu, negli ultimi 8 anni si è potuto osservare alcuni comportamenti interessanti. Così sotto tubi fluorescenti (vedi sopra) la specie raggiunge un diametro di 12 cm e più,
mentre in natura misura circa 4 cm. Allora dal disco pedale un grande polipo madre forma mediante lacerazione 15-25 esemplari giovani all'anno. Le colonie diventano più rade, perché individui troppo grandi regolarmente si staccano. Sotto luce HQI le colonie sono più fitte, però non si riproducono mai così intensamente. Quindi l'intensità e la composizione della luce sembrano influire sulla riproduzione.
Come già da altre specie presentate, si può osservare molto bene come i singoli animali di colorazioni differenti si sopportano in modo eccellente. Possiamo tenerli molto vicini senza problemi, sebbene in natura ciò sia raro per via dei punti di ritrovamento molto differenti. Certamente capita che vengano importate colonie abbastanza grosse su cui vivono 2-3 specie dì differente colorazione. Di regola però le colonie ci arrivano con una singola specie soltanto.
Non è neppure certo se magari le colonie di colorazione così mista non si siano formate presso gli esportatori e perciò non si trovino affatto nei loro biotopi naturali. Soprattutto in Indonesia si è visto più volte come varie specie di Actinodiscus staccate vengono raccolte con prudenza e trasferite in acquari con grosse ramificazioni e frammenti di corallo; qui si fissano rapidamente formando un gruppo variopinto. Questi colori, spesso iridescenti, dovrebbero essere causati dalle lampade blu presenti tra i tubi fluorescenti, che trasformano le tonalità rosse in colori misti di blu e rosso.
Si sa che lo spettro differente della luce artificiale nei vari tipi di illuminazione d'acquario spesso provoca dei sorprendenti cambiamenti di colorazione in Actinodiscus e anche in altri Antozoi. Questo naturalmente vale in particolar modo per tutti gli organismi con sostanze di protezione contro i raggi UV e con pigmenti accessori di assimilazione. Chi non conosce l'effetto di una Tridacna iridescente osservata attraverso il vetro dell'acquario, che mostra dei colori completamente diversi da quelli visti guardandola dall'alto! Un fenomeno simile si presenta con i nostri Actinodiscus fluorescenti, i cui singoli colori cambiano sotto la stessa illuminazione a seconda di come si guarda nell'acquario o di come gli animali sono sistemati rispetto all'osservatore.
Esiste una specie blu di Actinodiscus che presenta delle striature a raggio. Questa forma, definita "coeruleo-striatus", nella barriera è molto rara. Si trovò qualche colonia sulle barriere di coralli intatte nella zona di barriera subcostiera nel Mar Cinese Meridionale ad est della Malaysia, a profondità di oltre 15 m oppure sotto tettoie ombreggiate.
Questa stupenda specie sembra quasi un incrocio tra il seguente Actinodiscus striato di verde e quello blu. Si può senz'altro pensare che gli spermatozoi e le uova delle due forme siano in grado di unirsi e allora ne esca ciò che generalmente viene definito "ibrido". Per l'acquariofilo si crea dunque un campo di ricerca interessante, se si riesce in acquario a portare alla riproduzione sessuale differenti Actinodiscus. Stando alle mie esperienze non vorrei escludere la formazione di "bastardi".