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Abbiamo
bisogno dell'acqua calcarea per compensare le perdite di ioni di
calcio che si manifestano costantemente nell'ambiente sempre
ristretto anche dell'acquario marino più grande. Soprattutto gli
Antozoi, che costruiscono uno scheletro più o meno complesso di
carbonato di calcio, ma pure le apprezzate alghe calcaree rosse e
naturalmente i batteri nitrificanti consumano costantemente calcio
disciolto nell'acqua. Per la crescita delle Sclerattinie e di
altri Antozoi è indispensabile che questo calcio, in qualunque
forma, venga riportato nell'acqua dell'acquario.
Ecco dunque un sistema pratico ed economico: un contenitore di
materiale plastico di circa 5 l o anche di 10 l per acquari molto
grandi di oltre 500 I dall'apertura ampia (ideali le taniche di
acqua potabile per il campeggio) viene riempito con 20-100 g di
purissimo idrato di calcio in polvere
e con 4-8 I di acqua dì rubinetto, rimischiando poi bene. La
soluzione lattiginosa dopo alcune ore si deposita e sul fondo del
contenitore resta uno strato sciolto di idrato di calcio. L'acqua
limpida soprastante ora viene attentamente travasata senza però
smuovere troppo il fondo. Quest'acqua, al massimo un po'
lattiginosa, è la nostra "acqua calcarea".
La
aggiungiamo all'acqua dell'acquario in piccole dosi, di modo che
possa subito distribuirsi bene, eventualmente agitando il tutto
con la mano. Quindi misuriamo il valore di pH, che non deve
superare 8,6. Ci ricordiamo della quantità di acqua calcarea che
possiamo versare nel nostro acquario senza provocare un eccessivo
aumento del valore di pH; questa dose potremo poi impiegarla in
ogni momento, per esempio anche quando dobbiamo ripristinare il
livello dell'acqua evaporata.
Riempiamo
nuovamente la tanica con acqua di rubinetto, mischiamo ancora bene
il tutto e lasciamo depositare la soluzione. È importante chiudere bene il contenitore dopo ogni prelievo e ogni
riempimento, in modo che all'acqua calcarea non giunga troppo C02
dall'aria. L'anidride carbonica, che per così dire viene
assorbita dalla soluzione di idrato di calcio altamente alcalina,
trasformerebbe gradualmente la nostra acqua calcarea, ma
soprattutto il fondo, in carbonato di calcio inefficace e assai
poco solubile.
Per
l'aggiunta di acqua calcarea sono particolarmente adatti quegli
impianti automatici che in certi acquari abbastanza grandi e
aperti compensano automaticamente l'acqua evaporata. Con questi
apparecchi nella vasca vengono pompate soltanto dosi minime della
soluzione di idrato di calcio, e ciò comporta un'ideale
stabilizzazione del contenuto di calcio.
Soprattutto
le Sclerattinie ermatipiche, ma anche le alghe calcaree rosse
hanno bisogno di stronzio. Con esso viene costruita e stabilizzata
l'aragonite, forma cristallina del carbonato di calcio. Da circa
10 anni questo elemento, oltre ad alcuni altri di importanza
vitale come molibdeno, composti organici di ferro e di iodio ed
altro, viene aggiunto dagli acquariofili mediante una soluzione di
sostanze attive. È
molto spesso un valido
sistema
per evitare lo scolorimento di alcuni Actinodiscidi e Zoantiniari
e lo staccarsi di alcuni coralli di barriera dal loro scheletro.
Questo liquido viene aggiunto preferibilmente in gocce, per
impedire che una dose eccessiva favorisca eventualmente la
crescita di alghe filamentose che naturalmente richiedono circa
gli stessi principi attivi come le alghe simbionti negli Antozoi.
Per la buona salute degli ospiti, molti acquariofili con splendidi
acquari di Antozoi impiegano delle soluzioni vitaminiche. Qui si
dovrebbero comunque scegliere soluzioni multivitaminiche
sviluppate specificatamente per gli animali e non quelle per uso
umano. Siccome tutte le buone soluzioni vitaminiche aggiunte
direttamente all'acqua alterano la tensione superficiale, lo
schiumatoio spesso produce grosse quantità di schiuma fluida.
Perciò somministriamo i composti vitaminici sempre insieme al
mangime. Bastano poche gocce sul cibo secco o sul mangime
liofilizzato. La solita quantità di mangime viene così
vitaminizzata una o al massimo due volte alla settimana. Guai a
somministrare dosaggi eccessivi. Proprio qui non si segua mai il
motto: "Tanto serve a tanto”.
Sull'efficacia delle vitamine sappiamo quasi niente, e
qualche acquariofilo ritiene insensato il loro impiego. In base ad
osservazioni di parecchi anni sui più disparati invertebrati e
pesci, posso però affermare: se usate con prudenza, le vitamine
contribuiscono ad impedire inspiegabili manifestazioni di carenza
negli animali. Forse tutto ciò è soltanto un placebo, cioè una
pillola che non contiene alcuna sostanza veramente attiva, che però
aiuta a chi ci crede eliminando dolori e/o manifestazioni di
carenza.
Per
concludere, vorrei brevemente parlare del substrato di
colonizzazione degli animali. Se possibile, si offra in acquario a
tutti questi organismi dei substrati contenenti calcio, quindi
materiale coralligeno morto o vivo, pietra calcarea ricca di buchi
e anfratti, di provenienza varia, nonché scheletri di madrepore
ben puliti e non molto ramificati. Non sono adatti tufi di lava e
pomice e tutte le rocce acide, come granito, quarzo e le loro
numerose forme miste.
Possibilmente
non si impieghino rocce artificali, perché non si sa mai che cosa
cedono all'acqua marina. Questo vale anche per molte sostanze
plastiche, schiume isolanti e simili che provocano continuamente
inconvenienti "inspiegabili". Per quanto riguarda il
filtraggio si evitino anche lunghi collegamenti con tubi di
plastica, specialmente se questi emanano un acre "odore"
di sostanze chimiche.
Nel
dubbio si immergano tutti i materiali plastici in acqua bollente.
Se in questa occasione si nota un qualsiasi odore, non vanno
utilizzati in acquario. Non creano invece alcun problema il
plexiglas trasparente e non colorato, nè tutti i materiali
sintetici impiegati per i contenitori che servono al magazzinaggio
e al trasporto di alimentari liquidi come latte, birra, vino, ecc.
Vorrei
espressamente mettere in guardia da certe pompe centrifughe
apparse sul mercato da qualche tempo e non costruite espressamente
per l'acquariofiha ma "ricavate" da pompe centrifughe
per gli impianti di riscaldamento. Queste pompe, impiegate da
alcuni acquariofili in vasche grosse per via della loro resa
elevata (fino a 4000 l/h) e della loro silenziosità, in acquari
di Antozoi si sono rivelate dei veri distributori di veleno. Tutte
le pompe con turbine metalliche sono completamente inadatte agli
acquari marini, poiché avvelenano gradualmente l'acqua con
metalli. Andrebbero sempre impiegate soltanto pompe con turbine di
plastica.
Quanto
possano essere splendidi gli acquari di coralli dotati di un
efficace schiumatoio e senza un enorme filtro, però con una buona
circolazione dell'acqua e un'ingegnosa illuminazione, che con le
sue splendide Acropora e molti altri Antozoi è uno spettacolo per
gli occhi.
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