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CATALAPHYLLIA PLICATA
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Originariamente Catalaphyllia plicata venne annoverata nel genere Euphyllia, fin quando nel 1971 Wells non la riclassificò dando a questo corallo un nome nuovo in onore dell'oceanografo francese Català. Questa specie, che tra le Sclerattinie con polipi grandi è la più grandiosa, dal 1974 viene importata con sempre maggiore frequenza, e secondo tutte le esperienze appartiene con Plerogyra sinuosa ai coralli ermatipici più resistenti. I possenti polipi, che fanno apparire l'intera colonia come un unico organismo solitario, a prima vista assomigliano in modo sorprendente a un grande Anemone di mare. Si scoprì questi grandi coralli per la prima volta nel 1983 nel Mar di Giava Centrale in barriere subcostiere con sabbia grossa a profondità dai 4 agli 8 m circa. Questi animali infossati nella ghiaia a metà offrivano uno spettacolo affascinante. Da lontano sembravano degli Anemoni di mare; infatti, in alcuni coralli nuotavano giovani esemplari di Amphiprion percula. Il massiccio scheletro calcareo era infossato tra i ciottoli quasi fino alla base con i polipi. Un moderato movimento dell'acqua che lambiva abbastanza uniformemente le colonie faceva fluttuare i tentacoli. In acquario si sistemi C. plicata sul materiale di fondo; come per le specie di Euphyllia, è preferibile utilizzare ghiaietto corallino di media granulazione. Un movimento dell'acqua lieve e talvolta anche più intenso, come è facile provocare mediante dei power-timer, mantiene in buona salute questo bellissimo corallo per anni. Generalmente la luce di tipo HQI viene tollerata abbastanza bene, a patto che Catalaphyllia non venga sistemata proprio vicino alla superficie dell'acqua. Per quanto riguarda le altre esigenze di allevamento, alimentazione, ecc., si offrano le stesse condizioni come per le Sclerattinie del genere Euphyllia. Attenzione, la capacità urticante di Catalaphyllia è forte quasi quanto quella di certi Anemoni simbionti; quindi si osservi una distanza di sicurezza di almeno 15 cm da altri Antozoi.
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