CLADIELLA   SPECIES

 

 

 

Questa Cladiella, che è cresciuta così stupendamente in acquario, mostra la tipica forma del suo genere. Da un tronco tozzo partono molti rami che verso l'alto continuano a dividersi. La parte bassa della colonia, a sua volta, non presenta polipi, mentre i tronchetti secondari e i rami ne sono ricoperti sempre più fittamente man mano che si procede verso la punta. Una volta acclimatata nell'acquario, la specie, importata principalmente dall'Africa Orientale, dalla Malaysia o dall'Indonesia, si mantiene molto bene e può venire riprodotta anche artificialmente. Per questa operazione è meglio ricorrere al sistema sviluppato da J. Birkholz e non semplicemente al "taglio" di qualche ramo. I polipi, che completamente aperti misurano 3-4 mm, sono facili da nutrire con surrogato di zooplancton; ma è bene non somministrarne troppo alla volta, perché altrimenti le colonie si retraggono. Le specie di Cladiella, sotto la luce HQI, si sviluppano benissimo, a patto che prima vi si siano acclimatate, e crescono in modo sorprendentemente rapido in direzione della superficie dell'acqua. Per questo motivo è consigliabile sistemare le colonie nella parte inferiore dell'acquario. Le Cladiella vengono infastidite, oltre che da pesci, soprattutto dai talli a forma di foglie delle varie specie di Caulerpa. Se questi vengono a contatto con i coralli molli, i polipi si retraggono immediatamente. Stranamente, questi Antozoi non si abituano ad essere costantemente toccati. Quindi si faccia attenzione a selezionare con cura la popolazione dei pesci e si evitino possibilmente i Crostacei agili, come ad esempio i gamberetti, che li importunano soprattutto durante l'alimentazione.