CORNULARIA

 

 

 

Al contrario della famiglia precedente, i Cornularidi, nella loro struttura a stoloni, non contengono alcun elemento scheletrico calcareo.Per il resto, entrambi formano una cuticula cornea che riveste l'esterno degli stoloni e lo strato protettivo tubiforme. Con una buona illuminazione, per esempio con HQI  i polipi si riproducono molto bene mediante gemmazione dalla struttura e nel giro di poco tempo ricoprono molte parti della decorazione morta. Come per la specie precedente, un movimento d'acqua moderato e temporaneamente forte provvede ad una buona crescita con un inquinamento ridotto. Tutti gli Stoloniferi, di tanto in tanto, andrebbero esposti ad un intenso getto d'acqua. Anche questa specie non è sensibile alla sostanza urticante di altri Antozoi. OLtre alle alghe filamentose, anche gli stoloni di alghe del genere Caulerpa possono diventare pericolosi per i delicati polipi degli Stoloniferi; quindi bisognerà evitare che si inseriscano nella colonia. Come Clavularia Viridis, anche la presente specie brunastra di Cornularia, oltre alle alghe simbionti, contiene sostenze di protezione contro i raggi UV, trovandosi esposta sulla piattaforma corallina a una fortissima irradiazione solare e reastando talvolta addiruttura all'asciutto. Gli Stoloniferi finora importati sembrano essere poco sensibili al carico organico dell'acqua e sopportano un contenuto di nitrati fino a circa 20 ppm (mg/l). Così alcune specie si trovano in zone fortemente inquinate, soprattutto vicino alle acque di scarico di alberghi, dove spesso prosperano in modo particolarmente splendido.