CYNOLEBIAS  NIGRIPINNIS

 

 

 

FORMA

Corpo tozzo, leggermente appiattito sui fianchi. Particolarmente sviluppate le pinne dorsale e anale. Lunghezza massima 4,5 cm.

COLORAZIONE

Maschio con fondo quasi completamente nero e numerosi puntini bianchi e verdastri; pinne dorsale e anale orlate di verde-chiaro. Femmina marrone-scuro, con un disegno irregolare di puntini marrono; pinne trasparenti con un disegno irregolare marrone.

DIMORFISMO SESSUALE

Come descritto nella colorazione. 

DIFFUSIONE

Brasile, Rio de la Plata.

COMPORTAMENTO

Abbastanza pacifico. Consigliabile tenerlo in acquari speciali.

VALORI BIOCHIMICI DELL'ACQUA

Temperatura  22°C. Durezza 3-5° dGH  - pH 6-6,5

HABITAT IN ACQUARIO

Vasca  piccola-media (almeno 30-40 l) con piante filamentose ed uno strato di torba sul fondo. Buon filtraggio, possibilmente con torba.

MANGIME

Carnivoro.  Soprattutto mangime vivo o surgelato, accetta anche mangime secco.

 

 

RIPRODUZIONE

Se non si è mai tentata la riproduzione di pesci che si riproducono nel fondo, può darsi che l’allevamento presenti qualche difficoltà. Si tratta di pesci che depongono le loro uova sul fondo, dove queste debbono superare un periodo di siccità mentre nel loro interno avviene lo sviluppo dell’embrione. Per poter ottenere un contingente sufficientemente grande di uova con pesci di questa specie, è consigliabile separare per circa una settimana il maschio dalla femmina. In tale periodo i pesci debbono essere nutriti con cibo abbondante e variato, tra cui grosse pulci d’acqua, tubifex (moderatamente) Enchytraeus (moderatamente), larve rosse di zanzara, millepiedi d’acqua, piccoli coleotteri acquatici, ecc. Quanto più variato sarà il menù, tanto migliori saranno le condizioni dei pesci per la riproduzione. Non fate l’errore di nutrire la femmina meglio del maschio, perché se la femmina da parte sua deve produrre le uova, il maschio deve essere sufficientemente efficiente da fecondarle tutte. Nel periodo in cui la coppia è separata, prepareremo la vasca per la riproduzione, in modo tale che quando la femmina sarà ben gravida potrà iniziare subito il processo riproduttivo. Se si attende troppo, può darsi che la femmina abbia urgenza di depositare le sue uova, senza aspettare il maschio e le uova andrebbero in tal modo perdute.

ARREDAMENTO DELLA VASCA DA RIPRODUZIONE

Una vasca da 40 x 25 x 25 cm è sufficientemente grande. Io stesso mi servo in linea di massima di vasche da riproduzione da 70 x 25 x 30 cm. Queste vasche hanno sempre un fondo in vetro sul quale viene sistemato, nel senso della larghezza, un listello di vetro alto da 3 a 6 cm, con un profilato di gomma sia sul fondo che sui lati, in modo che resti incastrato ben fermo tra le due pareti dell’acquario. In tal modo la vasca viene suddivisa in due settori uguali. In uno di questi settori metteremo ora uno strato di torba, precedentemente bollita e lasciata a macerare in acqua, alto circa 5 cm. Si deve aver cura di risciacquare accuratamente la torba prima di inserirla in vasca, in modo da evitare che ceda sostanze nocive. La vasca viene a questo punto riempita d’acqua fino ad un livello di 10-15 cm. Se i vostri pesci sono abituati ad acqua dura, anche quella della vasca da riproduzione può esserlo; normalmente è consigliabile una durezza da 4 a 8°dGH. La temperatura massima dovrà essere di 23-24°C, e non dovrà scendere al disotto dei 20°C. E' preferibile che la vasca da riproduzione sia posta in un luogo a luce diffusa, non in pieno sole, perché questo potrebbe avere un’influenza negativa sulla coppia e ritardare la riproduzione. Tuttavia, se la vasca è posta al sole, è consigliabile proteggerla dalla luce troppo viva con piante galleggianti in superficie.

L'ALLEVAMENTO

Quando le femmine sono gravide al punto giusto, vengono trasferite nella vasca da riproduzione. E preferibile introdurre due femmine e un solo maschio. Di solito iniziano subito la deposizione, talvolta perfino il mattino dopo. Quando si noterà che le femmine sono completamente « vuote», bisognerà tenerle sotto osservazione per vedere se si gonfiano di nuovo. Se questo non accade, è meglio togliere le femmine dalla vasca e introdurvene altre due gravide. Normalmente però le femmine si riempiono di uova ogni giorno, e questo dipende naturalmente dall’alimentazione, e anche dall’età dei pesci. Per questo si dovrebbero acquistare sempre esemplari giovani, e questa regola basilare vale per tutte le specie che depongono le loro uova nel fondo. Acquistando esemplari già adulti, infatti, non si potrà mai sapere con precisione che età hanno; magari sono già prossimi alla fine. Gli esemplari giovani, che hanno appena raggiunto la maturità sessuale, sono dunque i migliori perché si trovano a metà della loro vita e, dunque, nel pieno delle loro capacità riproduttive. Tali capacità possono naturalmente essere potenziate con una buona alimentazione nella vasca da riproduzione. Durante il periodo riproduttivo è consigliabile somministrare larve rosse di zanzara e tubifex, in quantità non superiore a quella che viene consumata nel giro di dieci minuti. La somministrazione del mangime deve avvenire nel settore a fondo nudo, in modo che gli eventuali resti non vadano a finire sulla torba e possano anche essere agevolmente aspirati. Per fare in modo che i pesci ricevano cibo a sufficienza, la somministrazione avverrà, in quantità moderata, tre volte al giorno. Dopo una settimana toglieremo i pesci dalla vasca di riproduzione e li separeremo nuovamente, perché si preparino per una nuova deposizione.

TRATTAMENTO DELLE UOVA

Non è necessario togliere subito le uova dalla vasca da riproduzione. Si possono aspettare cinque giorni, o anche di più, se in quel momento non si ha il tempo di occuparsi della cosa. Arrivato il momento di togliere le uova, si aspira dalla vasca tutta l’acqua. La cosa è piuttosto semplice; la torba infatti non può essere aspirata insieme all’acqua, dal momento che resta al di là della paratia di vetro. Una volta estratta tutta l’acqua, toglieremo dalla vasca la torba, nella quale sono state depositate le uova. Per maggior sicurezza, dopo questa operazione potremo risciacquare ancora una volta la vasca, facendo scorrere l’acqua in un retino di nylon, in modo che eventuali residui di torba con uova non vadano perduti. La torba viene lasciata asciugare. Quando è ancora umida possiamo controllare se ci sono effettivamente delle uova, che sarà facile riconoscere perché si tratta di palline color ambra, di un millimetro circa di diametro. Se vi sono delle uova bianche, bisogna toglierle con una pinzetta; se le uova bianche sono molte, vuol dire che qualcosa non ha funzionato e che non sono state ben fecondate. In tal caso se ne ricaveranno solo pochi avannotti e la volta successiva sarà opportuno introdurre nella vasca un nuovo maschio. La torba umida può essere conservata in un sacchetto di plastica oppure in un vaso apposito. Questo vaso, o sacchetto, verrà riposto in un luogo scuro, ad una temperatura media di 23-25°C, meglio comunque una temperatura più bassa, magari fino a 20°C, piuttosto che una più alta.

IL PERIODO SECCO

Sebbene si possano far schiudere le uova già dopo sei settimane, è meglio lasciarle riposare un po’ più a lungo. L’esperienza ci insegna infatti che si ottengono migliori risultati prolungando il periodo asciutto. Durante questo periodo la torba non deve essere troppo umida, ma nemmeno completamente asciutta. In ambedue i casi si può pregiudicare il risultato finale. Se l’umidità è eccessiva, lo si deduce subito dal fatto che all’interno del sacchetto di plastica si formano goccioline d’acqua dovute alla condensa. In tal caso è necessario far asciugare un po’ meglio la torba. E' inoltre importante, ogni tanto, per esempio una volta alla settimana, aprire il sacchetto e smuovere bene la torba, in modo che sia la torba che le uova ricevano aria fresca. Se si usa un barattolo, è consigliabile praticare sul coperchio dei piccoli fori. L’eccesso di umidità potrà in tal modo disperdersi automaticamente. Dopo 8-10 settimane sarà giunto il momento di controllare i risultati ottenuti.

LA SCHIUSA DELLE UOVA

Per fare in modo che le uova si schiudano, prepareremo una vasca da 40 x 25 x 25 cm, ben pulita, e vi introdurremo la torba con le uova. Distribuiremo la torba in modo che formi uno strato e vi verseremo sopra l’acqua fino ad un livello di 10 cm circa. L’acqua impiegata può essere di rubinetto, ma anche l’acqua piovana pulita serve allo scopo. Sotto l’effetto dell’acqua, si osserverà che la torba, piuttosto asciutta, aumenterà un poco il suo volume, e le uova, che sono più pesanti, cadranno sul fondo. Eventualmente si può smuovere leggermente la torba, per far sì che le uova si raccolgano più facilmente sul fondo. Già una mezz’ora più tardi cominciano a schiudersi le prime uova. La torba galleggiante in superficie può anche essere allontanata con un retino e trasferita in un’altra vasca contenente acqua, per evitare che eventuali uova che vi siano rimaste attaccate vadano perdute. A volte succede che le ultime uova si schiudano dopo due giorni. Per favorire la schiusa, possiamo introdurre nella vasca un diffusore d’aria che però deve essere molto debole.

L'ALLEVAMENTO DEI PICCOLI

Prima di trasferire la torba nella vasca per la schiusa delle uova, avremo preparato una coltura di Artemia salina. Bisogna calcolare i tempi in modo tale che i naupli di Artemia salina nascano nelle ore immediatamente successive alla schiusa delle prime uova dei pesci. Gli avannotti di Cynolebias quando nascono sono dotati ancora di un piccolo sacco vitellino, che scompare nel giro di poche ore. A questo momento cominceremo subito la somministrazione dei naupli, che vengono divorati con avidità. Gli avannotti crescono rapidamente e il resto dell’allevamento non presenta difficoltà. Se la schiusa è avvenuta in acqua piovana, si potrà cominciare, a partire dalla quarta settimana, ad abituarli gradualmente all’acqua di rubinetto. Non appena i piccoli saranno un po’ cresciuti, verranno trasferiti in una vasca di «svezzamento» grande, per es. 70 x 25 x 25 cm, oppure 90 x 30 x 30 cm. In questa vasca l’acqua verrà cambiata in parte ogni giorno. Con questo metodo, i piccoli crescono così rapidamente che nel giro di una settimana si possono già somministrare piccole pulci d’acqua. Dopo due settimane possono già mangiare i tubifex. Ottenere dai 100 ai 200 esemplari da un allevamento realizzato con un maschio e due femmine, in cui il processo riproduttivo sia durato una settimana, può già considerarsi un risultato soddisfacente.