BRYOZOA

 

 

Sono animali sessili, organizzati in colonie con sviluppo incrostante od eretto arborescente; la struttura di sostegno può essere più o meno mineralizzata. Il termine “briozoo” deriva dall’aspetto che questi animali hanno e che richiama quello dei muschi (Briofite). La colonia è denominata zoario e può svilupparsi su svariati substrati, purché solidi, meglio se di piccole dimensioni. Gli individui, detti zooidi, sono racchiusi in una capsula, zoecio, dalla quale possono sporgere tramite un orifizio che può essere opportunamente richiuso. La porzione anteriore dello zooide, detta lofoforo, è estroflettibile ed è provvista di tentacoli circondanti la bocca. I Briozoi sono tutti acquatici e nella grande maggioranza marini; comprendono due classi: Gymnolaemata e Phylactolaemata.

 

Gymnolaemata

Raggruppano il maggior numero di specie, soprattutto marine, con colonie polimorfe e zooidi provvisti di lofoforo circolare; comprendono tre ordini:

Ctenostomata

Comprende colonie con struttura di sostegno non calcificata e zoecia non chiudibile. Dei generi appartenenti a quest’ordine, uno è di acqua dolce (Paludinella).

Cheilostomata

Comprende colonie in genere calcificate con zoecio chiudibile mediante un opercolo. I generi qui raggruppati sono tutti marini ed i più noti sono Bugula, Schizobrachiella, Sertella e Myriapora.

Cyclostomata

Comprendente colonie ramificate e ben calcificate e zoecio chiudibile da una

membrana con foro centrale. Tutti i generi compresi in quest’ordine sono marini

(Frondipora).

 

Phylactolaemata

Raggruppano circa cinquanta specie, tutte di acqua dolce. La caratteristica saliente è data dall’avere il lofoforo a forma di ferro di cavallo.