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PLEROGYRA SINUOSA
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Plerogyra sinuosa, descritta da Dana nel 1846, appartiene da oltre 15 anni ai coralli di barriera standard dei nostri acquari di invertebrati. Già con le condizioni d'illuminazione allora ancora molto rudimentali (3 tubi fluorescenti di luce diurna) Plerogyra sinuosa si teneva in modo eccellente: un esemplare sopravvisse per 4 anni nei più disparati acquari. Negli anni dal 1976 al 1986 si potè sovente osservare Plerogyra in barriere del Mar Rosso, dell'isola di Mauritius e del cosiddetto Mediterraneo indo-australiano. Le possenti colonie, con un diametro di 2 m e più, si trovano normalmente a profondità tra 5 e oltre 15 m e affascinano per i loro polipi a vescica spesso di un bianco candido. Sebbene generalmente questi coralli ermatipici preferiscano acqua limpida con una corrente non troppo intensa, sorprende la loro longevità in acquario, che ormai raggiunge anche 10 anni. Plerogyra Sinuosa colonizza soprattutto pareti di barriera non troppo ripide e mantiene una certa distanza da concorrenti di spazio vitale, come altri Antozoi, grazie alla sua forte capacità urticante. Spesso attorno a una grande colonia si scoprono soltanto delle incrostazioni di alghe calcaree rosse. I singoli polipi, il cui numero viene calcolato secondo la quantità di aperture boccali fessuriformi, normalmente si "fondono" in una comune massa di tessuto. Le "vesciche", che in natura generalmente raggiungono le dimensioni di un fagiolo mentre in acquario con le migliori condizioni d'illuminazione spesso sono grosse come una prugna, servono, da quanto dimostrato con osservazioni in barriera ed in acquario, all'ampliamento della superficie dei polipi. Essendo un corallo di barriera dalla crescita lenta, P. sinuosa sta spesso all'ombra di Acropora che proliferano sopra di essa, come per esempio le possenti A. hyacinthus. Per questo nei suoi biotopi più profondi deve estendere i polipi per offrire alle alghe simbionti una superficie sufficientemente ampia. Come mostrano molto bene le foto, di notte le vesciche vengono trasformate in tentacoli lunghi 2-4 cm, con cui poi si catturano organismi planctonici. I tentacoli, e questo si può osservare con una forte lente d'ingrandimento, sono fittamente ricoperti di capsule urticanti munite sia di filamenti adesivi, i cosiddetti spirocisti, sia di "spinosi" filamenti urticanti, le nematocisti. Con queste "armi" le Plerogyra possono facilmente intontire e catturare prede delle dimensioni anche di un gamberetto. In questo modo vengono tenuti lontani pure Alcionacei, Sclerattinie di altre specie, Zoantiniari ed Actinodiscidi. Plerogyra sinuosa va cibata con pezzetti, delle dimensioni di un pisello, di polpa di bivalve e di pesce nonché con Mysis e simili. Il cibo viene somministrato in mezzo alle vesciche e viene presto assunto dalla cavità gastrovascolare estroflessa. La maggior parte degli esemplari importati va acclimatata alla luce di tipo HQI, quindi inizialmente li si sistemi vicino al materiale di fondo. I polipi, quasi sempre bianchi, in acquario assumono rapidamente un colore brunastro e spesso espellono dalla loro fessura orale una parte delle Zooxantelle sotto forma di un velo gelatinoso brunastro.
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Oltre agli esemplari bianchi ne esistono talvolta di colore verdastro e rosa, che sotto lampade blu emettono una luce particolarmente affascinante. Questi robusti coralli possono convivere molto bene con i pesci. |
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