SARCOPHYTON   LATUM 

 

 

 

Sarcophyton latum, descritto per la prima volta nel 1846 da Dana, esteriormente assomiglia un po' al grande S. trocheliophorum, ma la forma dei suoi elementi scheletrici lo distingue dal consimile maggiore. La forma piatta, quasi a ciotola e con protuberanze spesse e lobate, in acquario resta invariata. I polipi, con una colorazione dal beige-giallo al verde spesso luminoso, sono di una bellezza affascinante e ricoprono fittamente l'intera superficie della colonia. S. latum vive nell'acqua bassa e, per esempio, nel Mar di Giava Centrale si trova perlopiù sulla piattaforma corallina in pozze di marea. Questa specie robusta è di allevamento facile, quanto quello dei suoi parenti, e può venire riprodotta artificialmente come descritto. Sotto la luce HQI, a cui si adatta presto, cresce rapidamente e, in un anno, raggiunge il doppio della sua dimensione iniziale. Come risulta dal suo habitat naturale, questo Alcionaceo gradisce un movimento dell'acqua temporaneamente molto intenso. I sedimenti che possono accumularsi nelle pieghe dei lobi vanno assolutamente eliminati, di tanto in tanto, con la mano. S. latum ospita con sorprendente frequenza Ctenofori, descritti più dettagliatamente nel capitolo sui parassiti. L'acquariofilo, però, non deve preoccuparsi di questi "predatori" con i loro lunghi tentacoli poiché gli Ctenofori non danneggiano l'Alcionaceo.