TRACHYPHYLLIA  GEOFROYI

 

 

 

 

La regione di diffusione di Trachyphyllia geofroyi si estende dal Mar Rosso a tutto l'oceano Indo-Pacifico. Vive libera su fondali di barriera sabbiosi e ciottolosi e in zone di barriera subcostiera fino a profondità di circa 40 m. Da oltre 15 anni questo corallo si è rivelato di eccezionale resistenza in acquario. Già sotto un'illuminazione con soli tre tubi fluorescenti nel 1974 riuscii a tenerlo per 4 anni. T. geofroyi appartiene a quei pochi costruttori di barriera che vivono anche in zone molto cariche di sostanze organiche nonché ricche di sedimenti, in cui per altri coralli la sopravvivenza è quasi impossibile.Questa Sclerattinia è ancora in grado di vivere addirittura tra gruppi proliferanti di Sargassum e Caulerpa. Con l'estremità dalla punta conica del suo scheletro calcareo spesso è infossata fino alla base viva dei polipi in substrati sabbiosi e ciottolosi. Questo corallo è talmente tenace, che di frequente oggi viene importato in sacchettini quasi privi d'acqua. Trovai T. geofroyi addirittura su piattaforme coralline sabbiose e in caldissime pozze di marea situate nello Stretto di Malacca.
A seconda del luogo di ritrovamento questo corallo presenta un colore grigio-verde, beige-bruno, marrone ruggine e talvolta rosso carico. Gli esemplari sulla barriera corallina spesso hanno una colorazione verde luminosa per via delle sostanze di protezione dai raggi UV ed emettono una magnifica fluorescenza, come mostra la prima foto. Saltuariamente si trovano addirittura colonie che luccicano di turchese o bluastro.
I grossi polipi carnosi, che si riconoscono soltanto dalle loro singole fessure orali, formano un'unica massa di tessuto ed a prima vista sembrano un unico corallo solitario. Di giorno il tessuto si gonfia a tal punto da far pensare che a momenti i polipi scoppino. Però questo processo serve da un lato all'ampliamento della superficie, in modo da offrire alle Zooxantelle più luce possibile, in secondo luogo per eliminare dal tessuto sedimenti finissimi.
Questo fenomeno può essere osservato anche quando alghe simbionti in eccedenza devono essere espulse attraverso le fessure orali. Allora la massa di polipi dallo stato di estremo gonfiore si ritrae con incredibile velocità, addirittura al punto da far riconoscere le coste scheletriche situate all'interno del calice.
In natura è assai probabile che T. geofroyi si cibi prevalentemente di notte; sui margini tumidi dei polipi lievemente ritratti si presentano allora degli spessi tentacoli lunghi circa 1 cm. In acquario è possibile osservare questo fenomeno anche di giorno quando nell'acqua galleggia del finissimo surrogato di plancton.
Questa Trachyphyllia, da non confondere con i coralli dei generi Platygyra (Indo-Pacifico) o Diploria (Caraibi), si lascia nutrire molto facilmente. Basta spingere tra i margini gonfi della massa di polipi dei pezzetti grossi come un pisello di polpa di bivalve, piccoli pesci o gamberetti. Il tessuto lentamente si piega sopra i pezzetti di cibo e per così dire gli incastra. Le fessure orali si spalancano e viene estroflessa una parte delle pieghe dello stomaco per
digerire in modo extragastrico i "bocconi" spesso troppo grossi. Se si nutre così il corallo 1-2 volte alla settimana, in acquario cresce bene e allo scheletro si aggiungono delle strisce di circa i cm all'anno. Fondamentale è ancora una volta una regolare aggiunta di acqua calcarea.
Insieme a Plerogyra, Trachyphyllia geofroyi appartiene indubbiamente alle Sclerattinie più resistenti, che prosperano bene anche sotto tubi fluorescenti nella combinazione descritta nel primo volume. Nel caso si impieghi luce del tipo HQI da sola o anche insieme ad altre fonti d'illuminazione, si sistemi questo corallo in ghiaietto corallino grosso, secondo le condizioni di vita nel biotopo naturale. Con un'illuminazione soltanto di tubi fluorescenti può essere anche ancorato nella decorazione.
Esemplari verdi, bluastri e rossastri sotto le spesso menzionate lampade blu Philips TL 18 o Thorn Blue hanno un aspetto particolarmente bello. Infatti, presentano una fluorescenza molto misteriosa.
T. geofroyi gradisce un movimento dell'acqua moderato e temporaneamente anche intenso. Questa Sclerattinia sopporta abbastanza bene la presenza di gamberetti e pesci, tranne quelli che attaccano i coralli.