XENIA  E  CESPITULARIA 

 

 

La famiglia delle Xeniidae, in tedesco talvolta definite "coralli molli a penne di struzzo", fu costituita da Ehrenberg già nel 1828. Fino ad oggi comprende 7 generi, tra cui, dal punto di vista acquariologico, sono interessanti soprattutto i rappresentanti di Xenia, Anthelia, Cespitularia e Sympodium. Questi coralli, molli nel vero senso della parola, già esteriormente si distinguono assai da tutti gli Alcyonacea finora descritti. Le colonie molli e viscide hanno polipi che sono sì in grado di contrarsi, però non possono ritirarsi del tutto nella massa comune del corpo. Gli elementi scheletrici, se presenti sono minuscoli. Le Xeniidae sono assai frequenti nelle acque tropicali; esistono però anche specie presenti nei mari freddi e temperati, in tal caso, perlopiù a profondità maggiori. Tutti questi coralli molli dei mari tropicali ospitano alghe simbionti. La convivenza tra animale e pianta è talmente stretta che la maggior parte delle Xeniidae non si ciba più attivamente di plancton, ma assume il suo nutrimento in forma disciolta tramite l'intera superficie del corpo. Principalmente, però, vengono approvvigionate di sostanze nutritive dai loro ospiti vegetali.
I polipi singoli di Xeniidae che sono spesso sorprendentemente grandi e, con una buona illuminazione, possono raggiungere una lunghezza di 15 mm o più, con un diametro della corona di tentacoli non di rado della stessa dimensione. I tentacoli sono sempre pennati, da uno o da entrambi i lati.
Molte specie di Xenia, Cespitularia e Anthelia eseguono con i loro polipi dei movimenti ritmici di pulsazione: questi non servono alla cattura di plancton,
come spesso si suppone, bensì probabilmente agli scambi di gas ed acqua della colonia. La maggior parte degli appartenenti alla famiglia possiede una tonalità beige, crema o marrone chiaro dovuta alla colorazione delle alghe simbionti. Gli abitanti dell'acqua estremamente bassa, però, sviluppano anche sostanze di protezione contro i raggi UV, cosicché questi animali sono rossastri, verdastri o bluastri, spesso iridescenti. Ciò si vede bene nella specie della seconda foto. In acquario tutte le Xeniidae finora importate crescono molto bene sotto luce HQI. Però anche qui gli animali vanno acclimatati con cautela, specialmente se provengono da un acquario illuminato in altro modo.
Alcune specie possono venire allevate anche sotto tubi fluorescenti, però ce ne devono essere almeno 4, compresa una lampada blu. È importante un movimento dell'acqua molto intenso, almeno temporaneamente, che faciliti agli Antozoi l'espulsione dei prodotti metabolici. Molte Xeniidae hanno una capacità di difesa sorprendentemente alta e si proteggono da altri Antozoi sgraditi con una specie di secreto di digestione. Alcune specie possono letteralmente soffocare, per esempio le Sclerattinie, proliferando su tutto il tessuto corallino vivo. Oltre a roccia di barriera e colonie di coralli morti, vengono colonizzati anche grossi ciottoli; spesso le Xeniidae si trovano addirittura su grosse alghe con talli a forma di foglie o su Zoostera. La riproduzione asessuata avviene mediante propaggini lobali che partono dalla base della colonia madre. Presto sul lato superiore di questi lobi si formano i primi polipi secondari che, soprattutto sotto un'illuminazione di tipo HQI, crescono rapidamente. Quando la colonia ha raggiunto una sufficiente dimensione, le colonie figlie si staccano.
Alcune specie di Cespitularia crescono molto rapidamente verso la superficie dell'acqua, tanto che i lobi superiori con polipi devono già piegarsi. In questi casi si può senz'altro tagliare nettamente un ramo con numerosi polipi, per poi incastrarlo preferibilmente in un ramo pulito di corallo morto. Un frammento di questo genere si fissa in modo straordinariamente rapido; spesso passano solo 3-4 giorni e si ottiene una bella colonia secondaria.
Non poche Xeniidae si sono riprodotte in acquario anche sessualmente. Le uova vengono fecondate nella cavità gastrovascolare, dove poi si sviluppa anche la larva ciliata, la cosiddetta Planula. Dopo la maturazione, le larve vengono espulse nell'acqua e per alcuni giorni nuotano libere come esseri planctonici che misurano un millimetro scarso. Se riescono a fissarsi su un substrato pulito, in acquario vanno molto bene incrostazioni di alghe calcaree in crescita, presto si forma un polipo singolo che, mediante gemmazione, continua poi a produrre altri individui. Purtroppo, spesso si deve osservare come, dopo una riproduzione sessuale di questi coralli molli, la colonia madre si decompone. Spesso muoiono intere colonie di Xenia, se con una fertilizzazione artificiale di acido carbonico sono state stimolate a un'intensa e innaturale crescita. L'aggiunta artificiale di C02 non andrebbe praticata nell'acquario di coralli con Antozoi. Nella maggior parte dei casi comporta, oltre ad un'incontrollabile crescita di alghe, anche un sempre più rapido decadimento di Alcionacei, Actinodiscidi e Zoantiniari. L'acqua marina, sempre un po' alcalina già durante l'aereazione nello schiumatoio, assume sufficiente anidride carbonica dall'aria, in modo che quando la presenza di alghe è scarsa non si registra mai una carenza di questa sostanza nutritiva.
Le specie di Xenia, Anthelia e altre andrebbero acquistate solo se in acquario non crescono alghe filamentose. La maggior parte di questi delicati coralli molli reagisce sensibilmente alle fastidiose alghe verdi e generalmente via via deperisce. Anche le alghe del genere Caulerpa vengono tollerate male. Sono, invece, ben adatti alcuni cespugli di alghe rosse, con talli a forma di foglia e dalla crescita lenta. L'ideale per allevare le Xeniidae sarebbe un arredamento ricoperto da alghe calcaree rosse. In tal caso questi invertebrati non presentano difficoltà.